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Bonasera a Tie,

Matonna,

meju a Tie

ca a n'addhra tonna.

Recina te lu cielu


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TRADIZIONI PUGLIESI
(feste Mariane)

e rosa te lu campu,

jeu Te salutu

a nnome te Patre,

Fiju

e Spiritu Santu.





RELIGIOSITA' E DEVOZIONI POPOLARI





COLLEGAMENTI


TRADIZIONI RELIGIOSE






FESTE MARIANE


Festa della
MADONNA della Campana
(Domenica in Albis)


CASARANO (Lecce)

La Domenica in Albis si festeggia la MADONNA della Campana, Compatrona di Casarano.

Nella processione, che dal centro cittadino porta i simulacri dei Santi Protettori nel santuario sito sulla collina, la statua della Madonna è preceduta dalle "verginelle", bambine vestite di bianco o con gli abiti della 1^ Comunione.

Durante il tragitto vengono cantati dalle "verginelle" alcuni degli 8 inni, che sono stati scritti appositamente per la Madonna della Campana.

Il più antico di questi inni, scritto nel 1762, è attribuito all'arciprete Felice Lezzi (musicista, poeta e scrittore), che scrisse anche una monumentale vita di S. Giovanni Elemosiniere, Patrono di Casarano, in lingua latina e con versi in rima.
Questo inno, di cui si era persa memoria, è stato ritrovato alcuni anni fa nell'archivio della Chiesa Madre.
In esso si racconta delle "verginelle", felici e contente perché sulla collina si festeggerà la Madonna, e delle loro mamme che, animate di santo fervore, preparano le loro figlie per la festa.




INNO

Sulla verde collina a levante
oggi è festa:
compagne, corriamo.
Della gioia che tutte proviamo
la Madonna contenta sarà

SALVE O MADRE DI TUTTI AFFLITTI,
DI PIETATE SORGENTE INFINITA,
IL PERDONO, IL CONFORTO, LA VITA
DEH! CONCEDI A SOFFRE E A CHI MUOR.

Animata di santo fervore,
stamattina la mamma s'è desta
col pensiero di farci la vesta
tutta bianca e guarnita di fior.

E QUAND'ELLA CON TENERA CURA,
LA GHIRLANDA SUL CAPO NE POSE
POVERETTA, IL SUO PIANTO NASCOSE
E TREMANTE PIU' BACI LE DIE'.

Tu quel pianto, quei baci comprendi,
della mamma conosci gli affanni:
o Regina da pene e malanni
tu ci scampi nell'aspro sentier.

SALVE O MADRE DI TUTTI AFFLITTI,
DI PIETATE SORGENTE INFINITA,
IL PERDONO, IL CONFORTO, LA VITA
DEH! CONCEDI A SOFFRE E A CHI MUOR.







Festa della
MADONNA ANNUNZIATA
(1ª o 2ª Domenica dopo Pasqua)


Tuglie (Lecce)

 

Negli atti dell’archivio diocesano si rileva che il 14 maggio 1452 in “Casale Tullie” esisteva la cappella rurale Ecclesia Sancte Marie Nunciate, probabilmente situata nella contrada rurale omonima.
L’origine della festa popolare risale al 1750 circa, quando furono pressoché completati i lavori di costruzione dell’attuale chiesa; e dello stesso periodo è la statua della Vergine Annunziata venerata come Protettrice di Tuglie.
Nella tradizione tugliese alla Vergine Annunziata si rivolgono le donne sterili per avere il dono della maternità; e gli ex-voto donati per grazia ricevuta, alcuni dei quali risalgono al 18º secolo, vengono posti sulla statua della Madonna nei giorni di festa.
La festa della Madonna Annunziata è la prima festa popolare dell’anno ed include anche la festa in onore di San Giuseppe, compatrono della città.

Due sono gli eventi religiosi importanti: L’Intorciata del sabato sera e la Benedizione dei Campi della domenica mattina.
Alle 20 del sabato sera dalla chiesa matrice si snoda la processione. Apre il tradizionale suonatore “de tamburru”, seguito dalle associazioni religiose e civili con i rispettivi gonfaloni, insieme alle Confraternite delle Anime e di San Giuseppe nei loro abiti tradizionali.
Le prime statue ad uscire sono quella di “Sant'Antonio delle Grazie” e quella di “San Giuseppe”.
La marcia trionfale dell’Aida, lo sparo dei fuochi pirotecnici, il suono delle campane e della tradizionale sirena, il lancio di migliaia di bigliettini votivi annunciano l'uscita della “Matonna Noscia”, scortata dai Carabinieri in picchetto d'onore, addobbata di fiori e seguita da lampioni ed aste fiorite. Piazza Garibaldi accoglie con un caloroso applauso l’uscita della Madonna, mentre verso il cielo si innalzano colorati ed artistici palloni aerostatici.

La processione, dopo aver percorso le strade principali, in tarda serata giunge in piazza Garibaldi dove il simulacro è accolto col canto dell’Ave Maria; poi il sindaco legge la Preghiera di affidamento e consegna le chiavi della città alla presenza dei sindaci dei paesi limitrofi, giunti con il rispettivo gonfalone rappresentativo.

Alle ore 11 della domenica mattina, presso la Chiesa Matrice viene celebrata una messa solenne per tutti gli emigranti tugliesi; alle ore 12 si snoda la processione per le vie del centro storico con il simulacro della Madonna, che culmina con l'antico rito della benedizione dei campi che avviene in aperta campagna, alla periferia del paese, tra i maestosi ulivi secolari e le fila interminabili di viti. Alla benedizione prendono parte contadini ed artigiani tugliesi, gruppi numerosi di bambini che vestono i panni dei santi portati in processione oppure in abiti tradizionali, seguiti da carretti trainati da cavalli ed addobbati per l’occasione di fiori e drappi colorati.

Da secoli i fedeli dei paesi limitrofi devoti a Maria Annunziata, il mattino della domenica, vengono a piedi a Tuglie per la "messa prima" che viene celebrata alle ore 8. Durante il tragitto recitano la seguente preghiera.




PREGHIERA

Vergine te la Nunziata de Tuje,
ricordate te me
comu l'Eternu Patre
se ricurdau Te.
Te mandu l'Angelu Gabrieli
cu Te saluta cu l'Ave Maria:
io 'nchinu la capu
e dicu: "Matre mia,
Maria Nunziata,
ricordate te l'anima mia"
.







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Ringraziamenti a Fabio Cavallo, Gianpiero Pisanello